Associazione

Circolo Culturale Proletario di Genova

Associazione culturale no-profit; Codice Fiscale: 95091360107,

registrata presso Anagrafe Tributaria del Ministero delle Finanze di Genova il 19 Ottobre 2004.


PRESENTAZIONE.
 

Il Circolo Culturale Proletario di Genova si è costituito a Genova nel corso del 2001, per opera di una decina di compagni di ispirazione marxista-leninista, con i seguenti obiettivi:

(1) - Realizzare momenti di propaganda di cultura proletaria e comunista, con lo scopo principale di portare a conoscenza dell’opinione pubblica cittadina e, in particolare, delle nuove generazioni, la storia delle lotte del movimento operaio, del movimento comunista e della Resistenza Antifascista, che il vecchio e il nuovo revisionismo vanno quotidianamente deformando e occultando, con lo scopo dichiarato di denigrare il movimento comunista e progressista del secolo appena trascorso, per tenere lontane le giovani generazioni da quegli ideali di riscatto sociale e da quei valori democratici e solidaristici che sono stati i pilastri delle lotte operaie e comuniste, che tante vittorie hanno saputo conseguire, migliorando la qualità della vita dei lavoratori e delle classi subalterne. Questa attività di propaganda prevede la diffusione e la promozione della controinformazione e della editoria alternativa e di classe, in totale contrapposizione alla pubblicistica borghese, che tende costantemente a dare una lettura dei fatti storici in maniera distorta e parziale.

(2) - La solidarietà internazionalista con la classe lavoratrice di tutto il mondo e, in particolare, con i proletari stranieri immigrati nel nostro paese, promuovendo momenti di incontro con l’associazionismo degli immigrati, presente nella nostra città, e con l’istituzione di una scuola di lingua italiana gratuita per immigrati lavoratori, che funziona sin dal 2001 e non ha mai cessato la sua attività. Oltre a insegnare le basi linguistiche dell’italiano, ci proponiamo di insegnare i costumi e la storia del nostro paese, con particolare riguardo alla educazione civica e alla conoscenza della nostra Costituzione e del contesto storico e politico in cui essa è nata. Il fine della scuola gratuita di lingua italiana per gli immigrati è anche il tentativo di poter aiutare il lavoratore immigrato a prendere coscienza politica della sua condizione sociale subalterna, e potergli fornire gli strumenti culturali per la sua autorganizzazione, in difesa dei suoi diritti, alla pari del lavoratore italiano e perché possa integrarsi nelle lotte rivendicative, in quanto, al pari del lavoratore italiano, appartenente alla medesima classe sfruttata. La solidarietà internazionalista deve essere rivolta in special modo nei confronti di tutti quei proletari coinvolti nelle guerre imperialiste e colpiti dalla miseria, causata dagli effetti del neo-colonialismo e dell’imperialismo. In tal senso va il nostro sostegno, per mezzo della raccolta di fondi, alle campagne di solidarietà dell’Associazione no-profit S.O.S. Yugoslavia, a favore delle comunità operaie della ex-Yugoslavia, profondamente colpite dalla guerra imperialista e totalmente abbandonate a sé stesse, totalmente dimenticate dal mondo civile.

(3) - Realizzare un centro di aggregazione e di dibattito, volto a riaffermare e promuovere l’ideologia della classe operaia (in quanto classe “per sé”), cioè a dire la concezione del mondo e la metodologia scientifica del materialismo dialettico e storico, propria del marxismo-leninismo, in netta giustapposizione all’ideologia borghese dominante ed al “pensiero unico” imperialistico. E’ pertanto auspicabile che il dibattito stesso possa concentrarsi sulle tematiche e i problemi riguardanti il mondo del lavoro e le avanguardie di lotta anticapitalistiche ed antimperialistiche, ossia sul terreno concreto in cui si disvela l’antinomia di fondo tra tali diverse ideologie. Interlocutori privilegiati di questa ultima attività del Circolo Culturale Proletario di Genova dovrebbero conseguentemente considerarsi quei lavoratori avanzati che, per il loro specifico ruolo nel processo di accumulazione del capitale, sono più suscettibili di prendere coscienza dei loro interessi di classe e di lottare per affermarli; ma anche quei proletari sfruttati ed oppressi, che sentono come intollerabili le loro precarie condizioni di lavoro e di vita e che pertanto sono schierati o tendono a schierarsi in prima linea, assieme agli altri lavoratori d’avanguardia, contro le prevaricazioni padronali e contro la strapotere della borghesia imperialista.

(4) - Contribuire al necessario sviluppo del processo di ricostruzione del Partito Comunista della classe operaia italiana, compito che i comunisti (marxisti-leninisti) si sono posti come strategico prioritario. Siamo tuttavia ben consapevoli che si tratta di un compito delicato e difficile, sia perché memori dell’esito fallimentare degli sforzi già compiuti in passato per dare vita ad un autentico Partito Comunista nel nostro paese, sia perché abbiamo necessariamente preso atto delle pesanti ricadute prodottesi nel movimento operaio e comunista, italiano e internazionale, a seguito del trionfo della controrivoluzione capitalista nei paesi della ex-URSS e in tutti i paesi già socialisti dell’Europa Orientale. Ciò ci induce a ritenere che la ricostruzione del Partito Comunista non sia realizzabile in tempi brevi, ma richieda un paziente lavoro preparatorio, teso a raggiungere preventivamente, attraverso lo sviluppo di un approfondito e franco dibattito, tra tutte le forze coerentemente comuniste, sulla realtà socio-economica contemporanea e sulla esperienza storica del movimento comunista internazionale (da assumersi come necessario punto di riferimento, da rivalutare anche criticamente) – una convergenza sostanziale, non fittizia o di comodo, sul programma e sulla strategia politica del ricostruendo partito rivoluzionario. Ricordiamo che ogni passo precipitoso nella ricostruzione del Partito Comunista, ogni aggregazione affrettata di gruppi precostituiti ed autoreferenziali, formatisi sulla base di piattaforme abborracciate, al di fuori di ogni serio confronto con le posizioni di tutte le forze ideologicamente e fattivamente coerenti dell’area comunista, appare destinata all’insuccesso. Non si vuole ripercorrere le vecchie esperienze sconfortanti di lacerazioni e rotture, che hanno contraddistinto e dominato la storia delle formazioni comuniste, non solo nel nostro paese, negli ultimi 40 anni. Nella fase attuale siamo quindi contrari ad affrettate soluzioni organizzativistiche, ma il nostro impegno deve principalmente indirizzarsi verso la definizione di una piattaforma programmatica e strategica unitaria, con lo scopo principale di creare un polo cittadino di riferimento dei marxisti-leninisti, finalizzato alla ricostruzione del partito rivoluzionario della classe operaia italiana.