NON DISPERDERE L’ORGANIZZAZIONE OPERAIA, CONTINUARE A DARE VISIBILITA’ ALLA BATTAGLIA AD OGNI OCCASIONE PER RIAPRIRE LA BEKAERT !!

 

Dal 1° gennaio la Bekaert di Figline ha chiuso i battenti e gli operai, dopo aver ottenuto la cassa integrazione per il 2019, sono in attesa del processo di reindustrializzazione su cui hanno spinto i sindacati confederali e il Ministero del Lavoro. Sono in previsione incontri trimestrali per fare il punto della situazione rispetto a possibili acquirenti, alcuni operano nello stesso settore dello steel cord e fare ripartire la produzione da ciò che è sempre stato fatto (non dovere riconvertire gli impianti e riqualificare il personale) sarebbe positivo: ad oggi, però, tutto è indefinito. Gli operai Bekaert non devono aspettare, ma tornare a giocare d’attacco su tutti i campi!

L’8 gennaio si è svolta la prima assemblea dei cassintegrati e ne verrà tenuta una a settimana, la loro continuità è importante per non disperdere il gruppo operaio che ha fatto da traino alla lotta, per continuare a mobilitare e coinvolgere i colleghi. Ritrovarsi con costanza è ciò che principalmente tiene insieme ogni gruppo operaio, come insegna l’esperienza del Camping CIG degli operai ex Lucchini di Piombino, ed è fondamentale per combattere lo scoraggiamento e la sfiducia che serpeggiano a seguito dell’uscita dalla fabbrica, i prepensionamenti, le buonuscite, il non vedere ancora una soluzione nonostante le tante promesse istituzionali. Meglio ancora se si riesce a ritrovarsi dentro la fabbrica, usufruendo della stanza del CRAL o di qualunque altro ambiente che permetta agli operai di stare “a casa loro” e continuare a fare della ex Pirelli il centro politico e sindacale del Valdarno come lo è stata negli ultimi mesi. Quale luogo migliore per tenere la posizione, come dice giustamente il (nuovo) Partito Comunista Italiano nel suo comunicato rivolto a questi operai e alle altre migliaia che come loro, dalla Pernigotti alla Piaggio, lottano in tutto il paese contro le delocalizzazioni e le chiusure?

Il bilancio della battaglia degli operai della Rational di Massa, che abbiamo condiviso con alcuni operai Bekaert, ci insegna l’importanza di non abbandonare il piazzale perché si corre il pericolo che l’organizzazione operaia si sciolga, si “tratta” da una posizione di forza minore (come correvano tutti, quando la produzione era autogestita!) e la vertenza in generale ne risente.

Il secondo passo da compiere è tenere il fiato sul collo agli attori istituzionali responsabili di questa soluzione: governo M5S-Lega, Regione Toscana e sindacati confederali per primi. Deve essere costantemente verificato il loro operato e reso pubblico, vanno pressati per accorciare i tempi del tavolo ministeriale per la reindustrializzazione: un appuntamento ogni tre mesi significa andare alle calende greche e sfinire la mobilitazione operaia. Se vogliono realmente favorire una riapertura della fabbrica devono accelerare i tempi, considerando quelli necessari al ripristino degli impianti e alla riorganizzazione generale. A questi incontri devono partecipare anche gli operai e devono seguire riunioni di bilancio e resoconti pubblici per tenere alla luce del sole le trattative, in modo che non siano “merce di scambio”o speculazione sulla loro pelle, per favorire il controllo operaio e popolare concreto sul processo di reindustrializzazione.

Invitiamo gli operai della Bekaert a partecipare alla parte pubblica del Congresso del P.CARC che si terrà il prossimo 26 gennaio presso il circolo “Il Campino” di via Caccini a Firenze (zona Careggi), dove avranno occasione di confrontarsi con lavoratori di organizzazioni operaie di aziende capitaliste e organizzazioni popolari di aziende pubbliche. E’ un momento di scambio di esperienze, di solidarietà e di dibattito sulla soluzione politica ai mali che accomunano tutti loro e nello specifico dello smantellamento delle aziende e dei servizi pubblici, dei diritti conquistati con la prima ondata della rivoluzione proletaria.

Il 2019 è un anno di ricorrenze particolarmente importanti per il movimento operaio e comunista, quali il Biennio Rosso, l’Internazionale Comunista e la Rivoluzione Cubana; sono tre esempi concreti della forza della classe operaia e delle masse popolari e anche dei limiti che hanno impedito il trionfo della rivoluzione socialista nei paesi imperialisti. Tutti argomenti da trattare alla luce della situazione politica attuale e in particolare rispetto alla breccia che si è aperta nel sistema della politica borghese lo scorso 4 marzo: il frutto della resistenza e insofferenza in crescita esponenziale delle masse popolari verso l’attuale classe dominante di speculatori, corrotti, mafiosi e affaristi di ogni specie. Un dibattito che serve a contribuire allo sviluppo della seconda ondata della rivoluzione proletaria mondiale che spazzerà via il moribondo sistema sociale ed economico in cui siamo (letteralmente) costretti, a cui chiamiamo a partecipare ogni operaio che, come quelli della Bekaert,  ha a cuore il futuro della propria fabbrica, dei propri cari e del territorio in cui vive, per invertire il catastrofico corso delle cose. Discutere di ciò significa discutere anche di come costruire un proprio governo di emergenza, che noi chiamiamo Governo di Blocco Popolare, che avvii senza più indugi e chiacchiere le reindustrializzazioni, nazionalizzi senza nessun indennizzo le aziende che i padroni italiani o stranieri vogliono chiudere e delocalizzare, censisca i disoccupati e li impieghi nei tanti lavori di cui c’è bisogno: nessun lavoratore deve essere più un esubero, a ogni adulto un lavoro utile e dignitoso!

Dobbiamo costruire un governo di emergenza che metta mano agli effetti più disastrosi della crisi e allo stesso tempo sia una vera e propria scuola di comunismo per la larga massa dei lavoratori, gli studenti, i precari e disoccupati del nostro paese; con questa esperienza impareranno a prendere in mano il proprio destino cominciando a dirigere l’apparato produttivo del paese, difendano il “loro” governo dalla reazione degli imperialisti UE e USA, dal Vaticano e dalla NATO, uniscano le proprie forze migliori  intorno al partito comunista per avanzare verso il socialismo.

 

Basta con chiusure e delocalizzazioni, con reindustrializzazioni che non partono mai: operai Bekaert, riprendete la direzione della battaglia per la riapertura della fabbrica!

Legarsi la movimento comunista che rinasce, legarsi alla Carovana del (nuovo) Partito Comunista Italiano dalla Bekaert fino a tutto il paese, per avanzare verso il socialismo!

W il V° Congresso del P.CARC!

 

Federazione Toscana del P.CARC