FUNERALI DI STATO: A GENOVA E' IL GIORNO DEL DOLORE

 

Sabato diciotto agosto – presso il padiglione blu della Fiera del Mare – si tengono i funerali di Stato delle vittime del crollo del viadotto Polcevera, sull’autostrada A10, all’interno del Comune di Genova.

La stessa mattina i soccorritori informano che il bilancio è salito a quarantadue morti – nel pomeriggio, poi, arriverà la notizia del decesso di un ricoverato all’ospedale di villa Scassi, portando il bilancio a quarantatre vittime – dopo l’estrazione di ulteriori tre salme da sotto le macerie del ponte Morandi.

In realtà le esequie – officiate dall’arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco – non riguardano tutti i deceduti, poiché le famiglie di venti di questi hanno deciso di celebrare i funerali in forma privata.

Chi ha preferito estraniare il proprio dolore dalla passerella mediatica governativa ha operato una scelta certtamente sofferta, ma che si sottrae dalla strumentalizzazione politica che, sin dal primo momento successivo alla tragedia, ammorba il dibattito circa le responsabilità di quanto accaduto.

Infine, mentre vanno in scena le esequie collettive, dobbiamo registrare una nauseabonda dichiarazione dell’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, l'ingegnere Giovanni Castellucci.

Secondo costui. fatta salva l’azione di accertamento delle responsabilità da parte della Magistratura, la sua società non ritiene di avere alcuna responsabilità nell’accaduto: come se si fosse trattato davvero di una fatalità, e non invece di una conseguenza diretta della mancata manutenzione del viadotto.

 

Bosio (Al), 19 agosto 2018

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

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