I GILETS GIALLI RIDICOLIZZANO I GRILLINI

 

L’edizione telematica del Sole 24 Ore di venerdì undici gennaio riporta un lungo articolo, a firma Manuela Perrone, dal titolo: «Dalle trivelle ai migranti: Di Maio “camaleonte” ora traghetta il M5S verso sinistra».

A parte l’assurdità dell’affermazione, crediamo sia ormai sufficientemente chiaro – a tutti coloro che hanno dimestichezza con le vicende politiche nazionali – come il Movimento 5 Stelle sia una formazione di estrema destra, troviamo interessante un passaggio dello scritto apparentemente poco legato al ragionamento principale.

Secondo quanto afferma la giornalista, il movimento pentastellato cerca una sponda europea nel movimento francese dei gilets gialli per sottrarsi al possibile stritolamento dato dal trovarsi in mezzo alla Lega Nord da una parte, e le grandi famiglie continentali – socialisti e popolari – dall’altra.

Per ora, però, come risposta ha ricevuto soltanto dei due di picche da parte dei rappresentanti più in vista della protesta transalpina: costoro guardano altrove, tanto è vero che sabato dodici gennaio sono a Roma a presenziare ad una iniziativa della formazione rossobruna Movimento Popolare di Liberazione P101.

Se non fosse abbastanza chiaro, ecco una illuminante dichiarazione rilasciata, da Yvan Yonnet e Patricia Saint-Georges, all’Agenzia Giornalistica Italia (Agi): «Non lo incontreremo, non abbiamo un mandato per questo. Di Maio è un uomo politico, per noi è troppo presto prendere una posizione politica».

Chiarito questo, occorre aggiungere che si capisce bene che il movimento francese sia indirizzato verso altre convergenze: vista l’eterogeneità delle posizioni al suo interno, si trovano sia esponenti di estrema destra sia di estrema sinistra, fatica a immaginare alleanze con il fasciopopulismo dei grillini.

 

Bosio (Al), 13 gennaio 2019

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

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