Ricordato a Genova l'eroe cubano Josè Martì

 

"Nella mattinata di Domenica 27 Gennaio 2019, nel centro di Genova, nei giardini intitolati a Papa Giovanni Paolo II, dove è ubicato il monumento dedicato all'eroe dell'indipendenza cubana Josè Martì, la sezione genovese dell'Associazione Italia-Cuba ha deposto dei fiori e ha ricordato la figura di questo eroe cubano, che è stato l'artefice della guerra di indipendenza cubana contro il colonialismo spagnolo. Il suo impegno morale, civile e politico, la sua figura di poeta e intellettuale al servizio della sua patria e per l'emancipazione delle classi sfruttate è stato ricordato nell'intervento di Peppino Coscione, socio del circolo genovese “Roberto Foresti” dell'Associazione Italia-Cuba, che riportiamo. 

Il monumento genovese di Josè Martì è l'unico esistente in Europa dedicato al ricordo del principale ispiratore dell'indipendenza di Cuba, morto nel 1895 combattendo contro i colonialisti spagnoli. Genova non è stata scelta a caso per ospitare questo monumento, realizzato qualche decennio fa per volere della combattiva sezione genovese dell'Associazione Italia-Cuba, con il concorso delle istituzioni cittadine, in quanto la nostra città durante la guerra che sancì la indipendenza di Cuba,1895-1898, fu teatro di manifestazioni in favore degli indipendentisti cubani, noti con l'appellativo di mambises. In quegli anni di fine secolo esisteva in Italia una associazione, fondata da mazziniani e radicali di sinistra, che sosteneva gli indipendentisti cubani. Dai cantieri navali di Genova uscirono alcune navi da guerra su ordinazione della monarchia spagnola, per essere impiegate nella guerra contro i patrioti cubani. A Genova venne il re di Spagna a inaugurare queste navi, appena uscite dai cantieri genovesi. In quell'occasione Genova divenne il teatro di forti proteste di piazza, guidate dall'Associazione di solidarietà con gli indipendentisti cubani, che si scontrarono con le forze dell'ordine. Il varo di queste navi, alla presenza del re di Spagna, fu disturbato da gravi disordini di piazza. Alta fu la partecipazione popolare dei genovesi che, ancora freschi del vivo ricordo delle recenti guerre per un'Italia indipendente, familiarizzarono subito con le aspirazioni indipendentiste dei cubani e le fecero proprie. Genova è stata una importante base per le proteste europee contro il colonialismo spagnolo e in solidarietà a Cuba indipendente. Per questo ancor oggi è importante la presenza di questo monumento ed altrettanto importante è ricordare la figura eroica ed la statura politico e morale di Josè Martì, sempre in prima fila a difesa delle classi oppresse, uno dei padri a cui si è ispirato Fidel Castro e la Rivoluzione Socialista Cubana nel realizzare una nuova società socialista, libera e indipendente.

Circolo Culturale Proletario di Genova". 

 

 

 

 

In memoria di José Martí scrittore, poeta, leader del movimento per l’indipendenza cubana e  fondatore del  Partido revolucionario cubano

 

Care compagne e cari compagni, siamo qui per fare memoria di José Martí; la memoria come ha scritto Maggiani “non è un'istituzione, non è una materia di studio, non è nemmeno una ricorrenza, è un atto del vivere”. La memoria siamo noi che continuiamo a rendere attuale ciò che non è passato ma è ancora presente. Perciò io non farò una riflessione di carattere prettamente politico , che voi avete ascoltato tante volte; io voglio soffermarmi seppure brevemente sulle esperienze fondamentali fatte da José Martí nella sua vita di 42 anni; una vita al servizio delle persone oppresse, lui che diceva : “Chi non vive per servire, non serve per vivere”. E questo mi richiama a Gesù che diceva : “ Non sono venuto per essere servito ma per servire”. Vediamo allora queste esperienze che ci parlano ancora oggi:

- l'esperienza del carcerato politico a 16 anni e poi a 26; in carcere per avere denunciato le menzogne e il cinismo dei poteri del suo tempo; e noi sappiamo quanti giovani oggi vengono incarcerati perché lottano per la giustizia sociale ed ambientale

- l'esperienza dell'esiliato, del fuggiasco, del migrante: da Cuba in Spagna, dalla Spagna in Francia, in Gran Bretagna, in Messico, in Guatemala e poi di nuovo a Cuba e in Spagna. E' del tutto simile all'esperienza drammatica di tanti richiedenti asilo di cui oggi il Decreto Sicurezza nega i diritti riconosciuti dalla Costituzione italiana, dalla Carta dei diritti umani. Ieri pomeriggio abbiamo vissuto a Genova un momento di forte e vasto impegno contro il reato di disumanità; che sia l'inizio di una costante mobilitazione.

- l'esperienza di lotta contro il genocidio degli Indios . Oggi 27 gennaio si celebra giustamente la memoria della Shoa ma dobbiamo dire che spesso essa viene utilizzata in modo strumentale, rimuovendo sia genocidi precedenti opera di rapina e di saccheggio di Stati occidentali, sia genocidi di altri soggetti.

- l'esperienza di lotta contro la discriminazione razziale che egli vedeva presente nella società statunitense; diceva:” Chi parla di razze, chi argomenta con la biologia, la superiorità dell'uomo bianco, chi si scaglia con l'odio e rancore contro i neri commette un peccato contro l'umanità”. E questo pensiero profondo ci porta nel vivo del presente che si presenta con tinte troppo nere.

- l'esperienza di impegno civile e politico a favore dei lavoratori delle campagne e delle fabbriche. Denunciava l'occupazione delle terre da parte dei latifondisti che espropriavano i piccoli contadini, rendendoli quasi schiavi nel lavoro agricolo; fenomeno odioso ancora presente in tante aree del mondo, come in Colombia, in Brasile, in Africa. Denunciava l'oppressione dei lavoratori delle fabbriche perché sottoposti ad orari massacranti e pagati con salari di fame. Infatti quando gli operai negli scioperi ricorrevano alla violenza, lui li difendeva dicendo: “Non è nel ramo che si deve sconfiggere il crimine, bensì alla radice”

 

Gramsci ha scritto che “ogni movimento rivoluzionario è romantico per definizione”; concetto che anche il Che ha fatto suo. Ma non si tratta di un romanticismo reazionario e regressivo ma di un romanticismo rivoluzionario capace di coniugare lotta, anche armata in certe circostanze, resistenza, orizzonte utopico e dimensione poetica. Per questo José Martí ci ha donato delle bellissime poesie e tra queste quella molto significativa dal titolo LA ROSA BIANCA  che riporto nella traduzione italiana

 

 Coltivo una rosa bianca

 a giugno come a gennaio 

 per l'amico sincero

 che mi dà la sua mano schietta

 e per il crudele che mi strappa

 il cuore con cui vivo

 non coltivo cardo né ortica.

 Coltivo la rosa bianca.

 

Peppino Coscione

( socio del circolo genovese “Roberto Foresti” dell'Associazione Italia-Cuba )