SI PREANNUNCIANO TEMPI DURI PER QUALCUNO DEGLI ATTUALI GOVERNANTI

 

«In che mani ci siamo messi!»: così Alberto Perino – lo storico leader del movimento No Tav – commenta, tramite quello che avrebbe dovuto essere un intervento ad uso interno di una precisa mailing list ma è divenuto rapidamente di dominio pubblico, il comportamento dei nominati in Parlamento aderenti al Movimento 5 Stelle.

Dopo la rottura del maggio scorso tra i “cugini” del No Tav-Terzo Valico ed i grillini, sembra che anche in val di Susa si vada verso la risoluzione di ogni rapporto tra chi si oppone concretamente alla devastazione ambientale e chi la propugna unicamente a parole, ma alla prova dei fatti disattende le aspettative.

Il papello del Perino è importante proprio per la sua provenienza: fino a ieri, costui – al quale vanno comunque attributi moltissimi meriti in questi venticinque anni di lotta – rappresentava l’ala del movimento più contigua alla cricca pentastellata, ed il fatto che ci vada giù pesantemente con i giudizi è assai significativo.

Scrive, l’attivista di Bussoleno: «E’ proprio il non voler disturbare il manovratore (Telt & Lega di Salvini) che fa sì che queste cose – atti amministrativi volti  fermare i lavori, n.d.r. – non vengano fatte da chi è stato mandato a Roma per bloccare il Tav. In che mani ci siamo messi! Ancora una volta dobbiamo constatare che non ci sono governi amici». (il manifesto, martedì quattordici agosto, pagina quattro, articolo firmato Mauro Ravarino)

Ha voglia, lo stesso autore dello scritto, a fare una precisazione successiva, nella quale afferma di essersi «limitato a constatare che avrebbero potuto fare molte cose per mettere in difficoltà il sistema Tav e non l’hanno fatto»: questa sembra una sconfessione in piena regola della linea politica tenuta sino ad ora.

Questo accadeva in pieno agosto, ma in settembre le cose non migliorano affatto; come scrive l'edizione telematica torinese del quotidiano la Repubblica di venerdì quattordici settembre, la sera precedente il movimento No Tav si è presentato alla festa grillina in corso di svolgimento a Settimo Torinese, in occasione della visita - "casualmente" saltata - della sottosegretaria all'economia Laura Castelli.

Qui lo stesso Perino, intervenendo dal palco, ha ribadito: "Finora ho messo la faccia per il Movimento 5stelle, ma ci sono altre elezioni a breve ed è sicuro che continuando su questa strada io la faccia per loro non la metto più. Sono molto incazzato e non solo per quello che fa e non fa il governo, sono incazzato per la maleducazione dei nostri ministri in Parlamento".

Si preannunciano tempi duri per il Movimento 5 Stelle: alle prossime elezioni rischia di pagare pesantemente la linea di asservimento completo ai voleri di una forza politica che, con poco più della metà dei suoi consensi, detta l’agenda dell’esecutivo come se fosse essa l’azionista di maggioranza dello stesso.

 

Bosio (Al), 16 settembre 2018

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

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