Solidarietà militante alle compagne e ai compagni sotto processo

 

 

Il 24 ottobre si terrà l'udienza probabilmente conclusiva del primo grado del processo a carico di 11 compagni per aver impedito un raduno di Forza Nuova alle Piagge il 6 dicembre 2014.

I fascisti furono scortati e protetti dalla polizia mentre gli antifascisti furono prima brutalmente caricati da polizia e carabinieri e poi denunciati e processati con richieste da parte del PM che vanno da 1 anno e 6 mesi a 2 anni per i reati di resistenza aggravata, lesioni aggravate, porto di strumenti atti ad offendere ed adunata sediziosa. Oltre 15 anni di condanne.

Chi pratica antifascismo è represso, mentre i fascisti sono protetti, dimostrando la loro funzionalità nel mantenimento e rafforzamento di un sistema basato su sfruttamento e repressione. I fascisti sono compatibili, sono il prodotto della società capitalistica in crisi e della sua politica che "gioca sulla paura" per giustificare la miseria che sta producendo; mentre la lotta antifascista è solidarietà di classe e internazionalista tra gli sfruttati e porta con sé il seme di una società nuova senza più guerre, discriminazioni e disuguaglianze e, quindi, non è compatibile. L’udienza cade in un momento in cui il clima politico determinato dal nuovo governo Salvini-Di Maio-Conte favorisce ulteriormente l'uscita dalle fogne di fascisti e razzisti. Incoraggiati da un ministro dell'interno che fa della “sicurezza” una guerra contro gli immigrati, contro chi occupa case o centri sociali, contro i proletari che protestano e lottano contro lo sfruttamento e le devastazioni ambientali. La loro “missione” è l’incremento della repressione e della paura, accelerare il processo di fascistizzazione dello Stato.

Impuniti e garantiti i fascisti intensificano le loro attività criminali aggredendo quotidianamente i compagni e immigrati fino a sparargli contro. Ultima in ordine di tempo l'aggressione a Bari a margine di un corteo antifascista dove sono stati feriti alcuni manifestanti dai fascisti di Casapound.
Ancora una volta, con questo processo viene dimostrato come l'Antifascismo militante sia represso dallo Stato e come siano del tutto strumentali gli appelli e la propaganda di chi, come fa il Pd e le forze ad esso collegate, si accorge ora del pericolo fascista invocando le forze di polizia e proprio quelle istituzioni che, dei fascisti sono complici e compiacenti, dopo aver lasciato sviluppare le varie organizzazioni dal MSI a Casapound, in nome di una presunta democrazia, che gli consente il diritto di esistere, di parlare, manifestare e aprire covi. Dopo aver favorito il processo di revisionismo storico sulla Resistenza, fino ad arrivare a proposte di pacificazione tra partigiani e repubblichini, con i ragazzi di Salò o la mistificazione sulle foibe, in nome della stabilità e dell'unità nazionale contro gli "opposti estremismi", e grazie a politiche sulla sicurezza come il decreto Minniti il PD, nei fatti, ha spianato la strada alla recrudescenza fascista e ad un’ulteriore stretta autoritaria e repressiva,
La lotta antifascista è lotta di classe contro il sistema di sfruttamento capitalista che  invece produce e alimenta il fascismo e la fascistizzazione dello Stato borghese.

La mobilitazione di massa, la lotta e l'organizzazione sono gli unici mezzi per combattere e vincere.

La solidarietà è nella lotta antifascista, è nello schierarsi senza distinguo al fianco di tutti i compagni e le compagne che per il loro impegno e protagonismo nel togliere agibilità ai fascisti e riaffermare le pratiche e i valori della Resistenza sono colpiti dalla repressione.

 

La solidarietà è lotta antifascista; l’antifascismo è lotta di classe!

Comitato comunista “Fosco Dinucci” 

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