TORINO, SABATO 12 GENNAIO: TANTI POLITICANTI, POCHISSIMA SOCIETA' CIVILE

Sabato dodici gennaio Torino si riempie di persone confluite nel capoluogo sabaudo per manifestare – tramite un “flash mob”, in italiano una mobilitazione lampo – il proprio appoggio alla devastazione della val di Susa per permettere il passaggio della nuova ferrovia ad alta capacità Torino-Lyon.

 

 

A dire il vero, come dimostrano gli ampi spazi vuoti che si possono notare anche nell’immagine qui sopra riprodotta, il termine “riempire” è inappropriato, in quanto quindicimila persone scarse non sono certamente una folla sterminata, tanto più se si considera che tutti i partiti Sì Tav si sono mobilitati.

Si possono notare importanti esponenti leghisti, forzitalioti, sedicenti democratici; insomma, molto del peggio delle forze politiche attualmente presenti nel panorama politico italiano: tutti rigorosamente senza drappi e vessilli della propria cricca, evidentemente perché se ne vergognano.

Ma torniamo alla questione dei numeri; si può supporre che una stima ragionevole di presenti si possa considerare intorno alle quindicimila unità: bene, se a questa cifra si decurta il numero di politicanti presenti, e galoppini intruppati dagli stessi, ciò che resta – ossia gente convintamente Sì Tav – è ben poca cosa.

Esattamente l’opposto delle grandi manifestazioni di chi si oppone al massacro di una valle e della salute dei suoi abitanti: qui sono in numero esiguo i politici che fanno capolino, e quei pochi stanno ben attenti a non provare a mettere il cappello ad un movimento orgoglioso della propria autonomia.

 

Bosio (Al), 14 gennaio 2019

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

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