UN ALTRO PEZZO ABBANDONA "POTERE AL POPOLO"

 

Da sabato sei a martedì nove ottobre si è tenuta la votazione – su una apposita piattaforma telematica – per scegliere tra i due possibili statuti proposti per l’adozione da parte dell’organizzazione politica Potere al Popolo; non è stato, però, un vero referendum tra due opzioni, perché nel frattempo è accaduto qualcosa che ha portato i promotori del documento alternativo a quello della maggioranza, legata all’ex Opg “Je so’ pazzo” di Napoli, a ritirare la firma.

La motivazione addotta risiede nel fatto che i gestori del sito di Potere al Popolo hanno rifiutato di pubblicare un cappello introduttivo al documento che ne spiegasse la necessità; inoltre non hanno voluto cancellare lo scritto, adducendo ridicole scuse: certo, così la consultazione ha mantenuto una parvenza di svolgimento in maniera democratica, anche se sostanzialmente non è stato così.

Di 7.278 iscritti accreditati - il totale degli aderenti ammonta a 9.091, ma per vari motivi non tutti hanno potuto o voluto espirimere la propria volontà - hanno espresso la propria preferenza in 4.041, ossia il 44,45 per cento del totale, e il 55,5 per cento della corte di votanti: è finita con 3.332 voti al documento uno (in 198 l'hanno disapprovato), 358 a quello alternativo (in 2.183 l'hanno respinto), e 351 astenuti.

Il risultato è che, di fatto, Rifondazione abbandona il progetto nato poco prima delle elezioni del quattro marzo scorso, dando così il via libera alla costruzione di un’organizzazione di tipo movimentista: la stessa motivazione già data da altre formazioni che hanno abbandonato quella che avrebbe dovuto essere la “casa della sinistra radicale”, ma a questo punto diventa tutt’altro.

 

Bosio (Al), 12 ottobre 2018

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

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