Unire le resistenze contro un governo razzista e antioperaio



Al centro dell’offensiva politico-mediatica del governo in questi mesi c’è stata la persecuzione sistematica dei migranti, di chi li soccorre, di chi li difende.

Questo è stato il suo principale “impegno”, cioè il lerciume politico borghese realizzato sulla pelle dei “dannati della terra”, che lo ha caratterizzato e contraddistinto a livello nazionale e internazionale.

Salvini, massimo interprete della schifosa politica razzista,  ha degli obiettivi politici.

Agita un’emergenza inesistente (il numero dei migranti sbarcati è sceso del 76% nell’ultimo anno), per deviare l’attenzione dai problemi economici, far dimenticare le tante promesse fatte e rafforzare il suo partito  in vista delle elezioni europee.

Il razzismo di Stato promosso e attuato dal governo M5S-Lega, approfondendo il solco tracciato dal PD di Renzi e Minniti, si è tradotto in crimini mostruosi quali l’aumento del numero dei morti in mare; la negazione del soccorso e delle cure mediche ai naufraghi e la chiusura dei porti italiani alle navi che li traggono in salvo; il sequestro dei migranti a bordo delle navi; il respingimento collettivo dei migranti in Libia con la complicità con gli assassini della guardia costiera libica; la denigrazione, la minaccia e il sabotaggio dei soccorritori; il raddoppio del numero degli internati nei lager libici; la creazione di un regime di persecuzione razzista. 

Ciò dimostra una volta di più che le stragi (in tutte le loro forme), le discriminazioni, la negazione dei diritti umani, sono politiche proprie dell’imperialismo. In questo caso quello italiano, che per lungo tempo si è nascosto dietro l’ipocrisia delle “operazioni umanitarie”.

Il clima di odio razzista istigato dal governo determina anche il continuo tiro al bersaglio ai lavoratori immigrati e ai rom,  le ronde infami messe in atto dai vigliacchi nazifascisti.

Attenzione però: l’obiettivo della politica razzista non sono solo i migranti che scappano dalla fame e dalle guerre  generate dall’imperialismo.

L’attacco riguarda tutti i proletari, nativi e immigrati. Quando un settore della nostra classe viene minacciato, aggredito e represso, è l’insieme della classe che subisce il colpo e una maggiore divisione.  Anche quei settori che al momento non vengono colpiti e che vengono spinti a schierarsi contro i proletari più deboli e ricattabili, vittime del supersfruttamento, del caporalato, etc.

Domani toccherà a loro subire i colpi del capitalismo che vuole peggiorare le condizioni di vita e di lavoro di tutti i lavoratori. Esattamente il contrario di quello che afferma il troglodita Salvini!

Ma quali “risultati” ha avuto la cinica e criminale politica governativa?

Nessun risultato nei confronti degli altri banditi imperialisti e capitalisti che tengono chiuse le frontiere  e non vogliono sentire parlare di “ricollocazione”.

Fallimento completo nel tentativo di spostare le posizioni della UE, poiché nessun accordo è stato raggiunto o è in vista.

Conte, Salvini e Di Maio vendono come grandi conquiste le solite balle.

Lasciano affogare in massa i migranti per ottenerne il trasferimento di poche decine; stringono accordi con i più infami regimi reazionari che non vogliono prendersi nemmeno un migrante; fanno i bulli con i migranti e le ONG, ma si guardano bene di mettere con le spalle al muro i governi di Francia e Germania, di rompere il cerchio delle loro frontiere. Spietati con i dannati della Terra, arrendevoli con le potenze più forti: ecco l’attitudine dei teppisti politici giunti al potere grazie al fracasso dei riformisti.

Che l'Italia abbia oggi un “peso maggiore” in Europa è una menzogna: la borghesia italiana sul piano dei rapporti con le altre borghesie è più isolata e marginalizzata di prima.  Inoltre, il governo, conducendo una politica egoistica, stupida e feroce contro i migranti, calpestando brutalmente il diritto internazionale e umanitario, si allinea con le forze più reazionarie e più imperialiste a livello mondiale.

La politica del governo Salvini-Di Maio, non è solo antioperaia e antipopolare, è anche antinazionale, perché contraria agli interessi del popolo italiano, che ha  bisogno di lavoro, di pace, di libertà, non di odio, di respingimenti,  di sequestri, di schifosi baratti.

Questa politica distrugge le libertà e i diritti conquistati con il nostro sangue; cancella il patrimonio di solidarietà espresso dalle masse popolari che hanno accolto, vestito, sfamato migliaia di migranti e rifugiati per anni; ferisce e avvilisce i sentimenti di fraternità del popolo italiano verso gli altri popoli; apre alla borghesia le porte del fascismo.

Quale interesse nazionale può spingere a chiudere i porti e negare accoglienza a chi fugge dagli orrori della fame e delle guerre per cercare lavoro e libertà? A far morire affogati migliaia di migranti? A stipulare accordi con i clan malavitosi della Libia per farli rimanere nell’inferno dei lager? 

Eppure oggi un miserabile governo di irresponsabili, con la sua stolta e criminale politica non solo compie infami delitti, ma peggiora le condizioni di  tutti i lavoratori, determina gravi conseguenze nei rapporti con altri popoli e ci espone a seri rischi, poiché sta facendo dell’Italia il battistrada della aggressione imperialista ai paesi dominati, mentre continua l’asservimento agli USA, alla UE, ai sionisti e al Vaticano. 

La politica di Salvini e Di Maio porta alla rovina il paese, perché è una politica interna e internazionale di odio, di violenza, di intrighi con altri banditi imperialisti e cricche mafiose.

Questo governo non può rivitalizzare il capitalismo né arrestare la crisi delle classi medie, ma solo creare il terreno su cui si saldano gli elementi borghesi più reazionari e avidi.

Il proletariato del nostro paese può e deve mettere in crisi il governo populista lottando per l’occupazione, il salario, la riduzione d’orario, l’abolizione delle controriforme (Jobs Act, legge Fornero, etc.).

E’ necessario unire le resistenze a questo governo della menzogna  e della reazione con una vera e propria lotta di massa sulla base di una piattaforma comune, imperniata sulle esigenze vitali e improrogabili degli sfruttati e degli oppressi dal capitale. 

Non sono i falliti riformisti,  non sono gli intellettuali che per opportunismo tacciono quasi in blocco, a poterlo fare.

Solo la classe operaia e i lavoratori sfruttati possono seguire questa via attuando l’unità di lotta contro il capitalismo e vibrando colpi vigorosi ai suoi servi populisti, razzisti e fascisti per impedire che si rafforzino e aprire così la via all’alternativa di potere.

Da Scintilla n. 91 – settembre 2018

Leggi e scarica gratis il giornale da http://www.piattaformacomunista.com