Verso le giornate di sciopero e manifestazione del 26 e 27 ottobre

 

L’offensiva antioperaia del governo di destra e populista Salvini-Di Maio continua, sul campo  lasciato libero dal fallimento del riformismo, che ne ha facilitato l’avvento al potere.

L’attacco ai migranti, ai sindacalisti di lotta, agli occupanti di case, ai centri sociali combattivi, ai giovani rivoluzionari, alle conquiste sociali, prosegue senza soste. Si vuole creare continuamente lo scontro fra lavoratori italiani e stranieri, allo scopo di fotterli entrambi.

Una pesante cappa reazionaria, razzista, oscurantista si sta estendendo su tutto il paese.

Assai pesante è la situazione nel settore della logistica, settore di punta dell’odierna lotta proletaria, in cui la morsa repressione-licenziamenti rende sempre più difficoltosa la difesa dei propri diritti.

Il recente “Decreto sicurezza”, ad esempio, facendo diventare reato i blocchi stradali e prevedendo l’espulsione per gli operai extracomunitari, colpisce specialmente questo settore, in cui tale forma di lotta è molto utilizzata.

Perciò è necessario rafforzare ancora di più la solidarietà di classe e lottare fermamente contro la criminalizzazione delle lotte e di chi le sostiene.

In questa difficile situazione, si sviluppano le resistenze di quei settori proletari e popolari che non piegano la testa. Dagli operai delle grandi fabbriche che si oppongono ai licenziamenti, ai piani di ristrutturazione e alla repressione,  ai lavoratori della logistica in lotta contro il supersfruttamento e per i diritti, dai precari ai disoccupati organizzati, ecc. giungono precisi segnali di resistenza alla offensiva reazionaria del capitale.

Si avverte sempre più la necessità di rompere l’isolamento locale e categoriale in cui le lotte sono costrette, di rafforzare la solidarietà reciproca e lavorare per costruire un fronte unico anticapitalista.

Sicuramente occorre definire in maniera più precisa e lungimirante il suo programma di classe e lavorare per l’ampliamento del fronte unico di lotta.

Allo stesso tempo diventa sempre più necessario abbandonare ogni illusione residua nei partiti della sinistra borghese e in quelli populisti piccolo borghesi, che ben si guardano dal mettere in campo una pur minima opposizione alla volontà dei padroni.

Ma ciò non deve esimere dalla partecipazione al movimento  che si va sviluppando

Venerdì 26 e sabato 27 ottobre saranno due importanti giornate di lotta e di unità fra gli sfruttati italiani ed immigrati.

Venerdì 26 ottobre ci sarà lo sciopero generale contro le politiche antioperaie, reazionarie e populiste del governo Lega-M5S indetto da molti sindacati conflittuali (SI Cobas, CUB, SGB, USI, Slai Cobas…), movimenti di lotta, etc. Uno sciopero da generalizzare fin dove sarà possibile.

Sabato 27 ottobre ci sarà una manifestazione nazionale a Roma, indetta dal SI Cobas, contro il razzismo di Stato e il decreto “sicurezza”, per l’abolizione del Jobs Act,  per la difesa del diritto di sciopero, contro i licenziamenti politici, per la conquista dei basilari diritti per tutti i proletari immigrati, contro l’imperialismo italiano e per l’internazionalismo proletario.

Tali mobilitazioni vengono preparate con assemblee operaie, presidi di piazza e altre iniziative.

E’ il proseguo di un percorso di lotta e ricerca di unità, di costruzione di un fronte unico anticapitalista, grazie all’impulso fornito dal SI Cobas, dai coordinamenti operai e da altre realtà di lotta e sociali, che va avanti da mesi, e che man mano sta raccogliendo l’adesione di altre realtà, comitati di lotta per la casa, centri sociali, etc.

Piattaforma Comunista sostiene questo percorso di mobilitazione ed organizzazione e si rivolge a  tutte le realtà operaie e sindacali di lotta, alla forze proletarie e popolari che vogliono lottare contro le politiche antioperaie, reazionarie, antidemocratiche, razziste e xenofobe dei padroni e del loro nuovo governo, affinché partecipino allo sciopero e scendano in piazza durante queste due giornate di lotta che segnano la ridiscesa in campo della classe sfruttata contro gli sfruttatori.

E’ importante che la parola d’ordine del fronte unico di lotta anticapitalista si concretizzi e si sviluppi fra i lavoratori sfruttati.

Lavoriamo dunque all’ampliamento ad altre strutture e collettivi proletari, al loro più ampio collegamento. Denunciamo e opponiamoci alle posizioni autoreferenziali e divisioniste, così come a  quelle attesiste o di fiancheggiamento del governo populista.

In particolare, pensiamo che sia molto importante la formazione di Comitati di fronte unico, che raccolgano attorno a sé operai e proletari di diverse tendenze, iscritti e non iscritti ai sindacati e accomunati dalla volontà di lottare per la difesa intransigente dei propri interessi economici e politici, contro il capitalismo.

Allarghiamo e rafforziamo un’effettiva opposizione e l’organizzazione di classe al governo Salvini - Di Maio. Costruiamo il fronte unico anticapitalista e un’ampia coalizione delle masse lavoratrici con alla testa la classe operaia contro la repressione, la reazione, il razzismo, la guerra imperialista!

Viva la solidarietà e l’unità di lotta di tutti i proletari!

Da “Scintilla” n.92, ottobre 2018

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