ANZIANI A 75 ANNI NON E' NECESSARIAMENTE UNA BUONA NOTIZIA

 

L’ultimo giorno del mese di novembre i quotidiani borghesi riportano una dichiarazione, del congresso nazionale della Società italiana di gerontologia e geriatria, secondo il quale oggi l’anzianità arriva a settantacinque anni.

Si tratta senza dubbio di un’ottima notizia: come spiega Niccolò Marchionni, professore ordinario dell’Università di Firenze, dalle colonne del quotidiano la Repubblica, «Un 65enne di oggi ha la forma fisica e cognitiva di un 40-45enne di 30 anni fa. E un 75enne quella di un individuo che aveva 55 anni nel 1980».

Prima di esultare sarebbe utile fare un ragionamento: questa rivelazione sembra creata ad arte per preparare il terreno perché il Governo del cambia-niente possa dare, avendo una qualche base di supporto, l’ennesimo assalto alle pensioni.

E’ evidente che i padroni, e di conseguenza il loro comitato di affari, ragionano così: se si diventa anziani più tardi, posso continuare a sfruttare la forza lavoro fino ad una età maggiore rispetto a quella, già vergognosa, alla quale i lavoratori sono obbligati ad arrivare prima di potersi ritirare dalle attività lavorative.

 

Bosio (Al), 12 dicembre 2018

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

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