LE "PUTTANE" E LA "BANDA DEGLI ONESTI"

 

Il vicepresidente del Consiglio dei ministri pentastellato, il napoletano Luigi Di Maio, a seguito della sentenza di assoluzione della sindaca di Roma si scaglia – in compagnia dell’altro pezzo da novanta del Movimento 5 Stelle, il romano Alessandro Di Battista – contro la stampa borghese italiana.

I giornalisti vengono definiti «puttane» al soldo dei potentati economici e politici che tentano in tutti i modi di screditare la “banda degli onesti” agli occhi della così detta “opinione pubblica”, che evidentemente non è considerata all’altezza di ragionare con la propria testa e farsi una propria idea.

Un attacco davvero indecente a chi svolge il proprio mestiere con dedizione e sacrificio, spesso anche rischiando la propria vita; peccato però che sia difficile dare totalmente torto ai più importanti esponenti del pensiero grillino: prova ne sono gli articoli di denuncia dello stato dell’informazione in Italia che vengono spesso qui pubblicati.

A ben vedere, però, forse una piccola giustificazione i “colleghi” della stampa borghese la hanno: “tengono famiglia” e non possono certamente rischiare di perdere il posto di lavoro per scrivere senza voler rendere conto a nessuno; rischiano di fare la fine di Geraldina Colotti nel suo rapporto con il manifesto.

Chiarito questo, sarebbe simpatico se i sedicenti giornalisti borghesi si mettessero d’accordo sulle cifre da propinare ai lettori, soprattutto se l’intera corte dei giornali si mostra felice della riuscita di una manifestazione: è il caso del presidio dei Sì Tav a Torino, in piazza Castello, sabato dieci novembre.

Su una cosa siamo tutti d’accordo: erano decine di migliaia i presenti; il problema è che, con il passare delle ore, ad evento ormai concluso, si è assistito ad un incredibile moltiplicazione degli astanti: il Televideo Rai riporta un lancio, delle ore 11:48, in cui scrive di circa quindicimila unità, ma col passare del tempo le cifre si gonfiano fino a raggiungere il numero di quarantamila.

Siccome all’ora del messaggio del servizio di informazioni pubblico l’adunata era quasi terminata, si può ritenere che la cifra proposta all’attenzione dei lettori sia più o meno quella esatta, e le successive esagerazioni siano dovute alla smania dei padroni e dei loro servi di mostrare una realtà virtuale favorevole all’alta velocità/alta capacità ferroviaria.

 

Bosio (Al), 13 novembre 2018

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

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