Alla memoria del compagno José Carlos Mariátegui

Il 14 Giugno 1894, nella città peruviana di Moquegua nacque il pensatore, giornalista, scrittore e filosofo marxista José Carlos Mariátegui, che morì il 16 Aprile 1930, all’età di 35 anni. Mariategui è conosciuto come il pioniere degli studi marxisti applicati alla realtà latinoamericana, specialmente alla realtà dei paesi andini. Mariategui è stato, non a torto, definito il Gramsci andino per la profondità e la serietà con cui ha affrontato lo studio della realtà sociale ed economica del Perù. Il suo pensiero politico-sociale è contenuto principalmente nel suo libro dal titolo “I 7 saggi della interpretazione della Realtà Peruviana”, opera che ha influenzato gli intellettuali del continente sudamericano e che è ancor oggi una lettura fondamentale per conoscere la storia dello sviluppo delle società andine e della realtà specificatamente peruviana. Attivo politicamente, oltre che teorico e scrittore, nel 1926 fondò la rivista Amauta, che nella lingua quechua degli indigeni significa “sapiente” o “maestro”: Questa rivista, assai diffusa in Perù, diede impulso alla nascita del movimento indigenista nell’arte e nella letteratura. Fu il fondatore anche di altre riviste marxiste peruviane d’opposizione politica, come La Razón (La Ragione) e Nuestra America ( Nostra America). Fondò anche una casa editrice, Minerva, per diffondere le idee di Marx e di Lenin. Inviato in Italia in qualità di corrispondente estero del quotidiano peruviano El Tiempo di Lima, dal Natale del 1919 sino al Giugno del 1922, ebbe modo di assistere personalmente al Congresso di Fondazione del Partito Comunista Italiano, che si tenne, nel Gennaio del 1921, a Livorno, da una scissione dal Partito Socialista Italiano. Durante la sua permanenza in Italia, nel 1921 conosce la lucchese Anna Chiappe, da cui avrà due figli: Sandro, il primogenito, e Javier. Nella primavera del 1922 Mariategui soggiorna a Genova, per assistere in qualità di giornalista alla Conferenza Internazionale di Genova, tenuta dalle varie potenze mondiali sui problemi di ricostruzione delle economie tedesca e russa, nel corso della quale si conclude a Rapallo, il 16 Aprile 1922, l’accordo economico e politico tra Germania e U.R.S.S. In quei giorni genovesi, stando allo storico Harry E. Vanden[1], Mariategui si sarebbe incontrato con altri esuli peruviani in Europa di idee marxiste e avrebbe maturato l’idea di dare vita in Perù ad un Partito Comunista di ispirazione bolscevica. Nel 1928 fondò il Partito Socialista Peruviano e il quidicinnale Labor , dedicato alle lotte del movimento operaio peruviano. Nel 1929 fonda il sindacato Confederazione Generale dei Lavoratori del Perù (CGTP), ancor oggi il maggiore sindacato del Perù. Pochi mesi prima di morire riesce a dare vita al Partito Comunista Peruviano, realizzando probabilmente quel progetto maturato in una serie di incontri tenuti a Genova nel giugno del 1922. Per la sua professione di corrispondente estero, oltre all’Italia, dove soggiornò a lungo, viaggiò e soggiornò in Germania, Austria, Ungheria e Cecoslovacchia e ciò gli permise di conoscere l’Europa e di avere anche contatti con molti compagni dell’Internazionale Comunista. Serio studioso dei fenomeni sociali e politici del suo tempo, cercò di applicare il marxismo alla complessa situazione sociale peruviana, legando la realtà del movimento operaio latinoamericano con il complesso movimento degli indigeni, altra componente subalterna nelle società capitaliste e coloniali latinoamericane. Il suo contributo ideologico e politico è ancor oggi apprezzato nel movimento comunista e i suoi studi sono alla base dell’agire politico dell’odierno Partito Comunista del Perù, fondato dal Dr Abimael Guzman, e noto ai più come Sendero Luminoso. I Suoi scritti sono ancor oggi studiati e tenuti in gran considerazione da tutti coloro che devono affrontare lo studio delle società latinoamericane e da tutti coloro che, in senso marxista, intendono agire politicamente nella realtà politica del Perù e nei paesi andini, dove forte è la presenza dell’elemento subalterno indigeno, a fianco delle altre realtà sociali, come gli operai e i contadini. Da marxisti leninisti non possiamo dimenticare il contributo ideologico e politico di una così grande personalità che, sin dalla sua epoca, con la serietà dei suoi studi, ha indicato la via da percorrere per realizzare una società socialista, anche in quella parte così martoriata del mondo, che è il sudamerica.
[1] Vedi H.E: Vanden, National Marxism in Latin America. José Carlo Mariategui’ s Thought and Politics, Boulder, Colorado, 1980, pagg. 59/61. Non condivide l’idea che a Genova Maritegui avrebbe maturato, con uno o più incontri, l’idea di fondare il Partito Comunista Peruviano, Pierpaolo Petrini nella sua opera José Carlos Mariategui e il socialismo moderno, Pisa, 1998, pag. 191.