DISCRIMINAZIONI
E' un fatto noto che le carceri italiane siano sovraffollate: a fronte di una capienza totale di 47.615 posti, al trenta settembre scorso vi erano ben 64.758 detenuti, ossia 17.143 ospiti di troppo; in definitiva la popolazione carceraria è del trentasei per cento superiore al massimo che sarebbe consentito dalla stessa Legge borghese.
Questi sono i dati indiscutibili forniti dal Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria (riportati dal Secolo XIX, nell'edizione di mercoledì nove ottobre, a pagina tre) sui quali si innesta l'ultima polemica, in ordine di tempo, tra chi cerca una via per salvare il c... al Delinquente di Arcore - come il presidente della Repubblica, che parla della necessità di un'amnistia "per risolvere uno dei problemi della gente" (?!?) - e chi si oppone, volendo giustamente vedere il Criminale Lombardo pagare almeno una piccolissima parte di quello che dovrebbe per tutte le sue malefatte.
E dire che la soluzione della diatriba istituzionale sarebbe semplicissima, e per trovarla ci viene in aiuto proprio la fonte sopra citata; la totalità dei detenuti si può dividere in quattro categorie: condannati definitivi, che sono 38.845; condannati non definitivi, 12.302; in attesa di giudizio, 12.333; altro, 1.278.
Come si evince dai dati riportati, i delinquenti indiscutibilmente accertati, e sottoposti a custodia carceraria, sono ben 8.770 in meno, rispetto al totale dei posti disponibili: quindi il problema non è certo il sovraffollamento in sé, ma la Legge italiana - chiaramente discriminatoria - che permette a certuni di circolare indisturbati anche dopo la sentenza di condanna definitiva da parte della suprema Corte di Cassazione, mentre altri sono costretti a marcire in galera nonostante siano innocenti sino a prova contraria.
Genova, 09 ottobre 2013
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Genova
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