Il Vaticano e l’attuale
fase politica mondiale
Il Cardinale Becciu è stato estromesso dalla Presidenza della “Congregazione delle cause dei Santi” ed è stato privato della sua carica cardinalizia, a causa dell’inchiesta in cui è accusato di essere il capofila di una rete di prelati e finanzieri che avrebbero sottratto fondi allo Stato del Vaticano che sono finiti a Londra e in Paradisi Fiscali. Dall’inchiesta avviata dalla magistratura vaticana, in collaborazione con quella italiana, risulterebbe che sia stata saccheggiata la cassa vaticana che gestiva i fondi dell’Obolo d San Pietro, la cassa che riunisce tutte le elemosine delle chiese e distribuisce i proventi ai poveri e a programmi sociali contro la povertà. Sembra si sia scoperto un giro d’affari del valore di centinaia di milioni di Euro. Sin dai tempi di Sindona e di Monsignore Marcinkus si sapeva della poca trasparenza della gestione dei fondi del Vaticano, ma ciò, che sembra sia stato scoperto recentemente dalla stessa magistratura vaticana, farebbe emergere una complessa rete che mette in luce l’esistenza di un vero e proprio sistema affaristico di enormi dimensioni.
Tutto sembra aver avuto inizio negli anni in cui alla Segreteria di Stato del Vaticano sedevano i Cardinali Bertone e Becciu, con l’acquisto del prestigioso edificio di Londra, situato al nr.60 di Sloane Avenue, con un costo elevato, ben al di là del valore effettivo dell’immobile. Il tutto con la complicità del finanziere Raffaele Mincione e del banchiere Enrico Crasso, a capo del Credit Suisse[1].
Stando alla magistratura vaticana risultano indagate 15 persone con l’accusa di peculato, corruzione e riciclaggio. Tra gli indagati figurano alti prelati, finanzieri e banchieri.
Le indagini sono solo all’inizio e si preannunciano complesse e laboriose. Proprio per questo motivo sono giunti in Vaticano, la settimana scorsa, gli ispettori di Moneyval, organismo del Consiglio d’Europa, che valuta gli standard di antiriciclaggio degli stati d’Europa.
Sorprende per come questa inchiesta sia stata resa pubblica sui media italiani ed esteri, con grande enfasi, E ciò cade proprio in un momento in cui la posizione dello Stato del Vaticano non collima propriamente con la politica imperialista e guerrafondaia degli USA di Trump. Lo scandalo di corruzione esplode in Vaticano, proprio negli stessi giorni che Pompeo, rappresentante del governo Usa di Trump, visita il Vaticano e ha un lungo colloquio con il segretario di Stato del Vaticano, il Cardinale Pietro Parolin, e non riesce a convincere il suo omologo a schierasi con gli USA contro la Cina. Non sono più i tempi del papato di Wojtila, quando Usa e Vaticano erano saldamente uniti nella crociata contro il comunismo, contro l’URSS e i paesi dell’Est. Oggi non è più così. Le scelte vaticane in politica estera non collimano con quelle degli USA e di molti poli imperialisti occidentali. Il Vaticano intrattiene buoni rapporti con il Venezuela di Maduro e con Cuba comunista e le stesse dichiarazioni di Papa Francesco contro la disumanità del neoliberismo selvaggio indicano la totale estraneità del Vaticano alle politiche imperialiste, alle campagne xenofobe e razziste di Trump e di tanti suoi omologhi populisti Europei. Non è che il papa sia diventato comunista o vagamente socialista, ma prevedendo deleteria la politica inaugurata da frange estreme del capitalismo finanziario che sta dominando il mondo e potrebbe portare a reazioni sconsiderate e far rinascere il movimento comunista, il papa corre ai ripari e si pone a difesa delle classi subalterne per alcuni precisi motivi: il primo per ottenere proseliti tra le fasce più disagiate (e sono le più numerose) della popolazione mondiale a difesa di un capitalismo più umano, ma pur sempre ben inserito nel sistema politico borghese, dove prevale lo scambio e il dialogo, il compromesso piuttosto che la prevaricazione, lo scontro e i conflitti; oltre, naturalmente la valorizzazione dell’aspetto spirituale, venuta meno nelle ultime decadi, con il prevalere dell’aspetto consumistico dilagante. Secondo aspetto il Vaticano promuove una politica più umana in difesa delle comunità indigene in Sudamerica, e nel terzo mondo in generale, per contrastare la preoccupante avanzata delle chiese protestanti e settarie, fortemente concorrenti in Latino America alla Chiesa Cattolica, la cui egemonia sta per essere fortemente intaccata e per essere alternativi realmente all’Islam che avanza soprattutto in Asia e in Africa. Per questi motivi la politica vaticana non può più essere in sintonia con la politica di potenza degli USA e il Vaticano ha già da alcuni anni inaugurato una politica estera differente e, talvolta, in contrasto con quella degli USA Da qui si comprende bene l’apparire, da parte di centri di potere mediatico funzionali all’imperialismo, soprattutto USA, ma condiviso anche da altri poli imperialistici, di film, libri e inchieste in cui si evidenzia il lato oscurantista, teocratico e misogeno del Vaticano, mostrandolo al grande pubblico mondiale il Vaticano, come un nido di vipere, una sorte di consorteria massonica, perennemente impegnata in macchinazione e complotti. Tutto ciò sarebbe stato inconcepibile nell’epoca di Wojtila, e ancor di più sembra incomprensibile che ciò si possa assistere e vedere anche in un paese profondamente cattolico come in Italia. Ma tutto questo rientra nella complessa partita politica che si sta giocando sullo scacchiere mondiale. Anche quest’ultima inchiesta, a cui è stato dato tanto risalto, pur essendo sempre un grave fatto di corruzione, rientra nel gioco politico in atto e sono senz’altro un esempio delle gravi trasformazioni in atto nel nostro paese e nel mondo, dominato dall’imperialismo capitalista finanziario.
Silvano Ceccoli
Circolo Culturale Proletario di Genova
Ottobre 2020
[1] Dai principali quotidiani italiani di Venerdì 2 Ottobre 2020, in particolare dall’articolo de il manifestodi Venerdì 2 Ottobre 2020, “Il paradiso fiscale, il vaso di pandora scoperchiato dall’affaire Becciu”, pag.8, firmato Luca Kocci.